“Amaranto: il Super Cereale Senza Glutine per Intolleranze e Celiachia”

L'AMARANTO, alimento considerato “oro” dagli Aztechi, non è un cereale in senso stretto, ma in cucina si utilizza come un cereale in chicco, in particolare in modo simile al miglio. È naturalmente privo di glutine e contiene lisina, uno degli aminoacidi più preziosi e importanti, spesso carente negli altri cereali.
È una pianta molto antica della famiglia delle Amarantacee. Offre le stesse proprietà nutritive dei cereali, con il vantaggio di essere totalmente priva di glutine e ricchissima di aminoacidi come la lisina, ideale per il sostegno alle difese antivirali, di cui i cereali tradizionali sono generalmente poveri.
Indicata per le persone affette da celiachia e da intolleranza al glutine, l’amaranto è tornato a essere un alimento di grande rilievo, come lo era in un lontano passato. Intorno al 1500, insieme al mais, rappresentava uno degli alimenti principali delle popolazioni azteche e sudamericane, tanto da essere considerata una vera e propria pianta sacra, cui venivano attribuite origini e poteri magici.
La tradizione di consumare amaranto si è progressivamente affievolita nel corso dei secoli, fino quasi a scomparire. Tuttavia, nei primi anni ’80, l’aumento del consumo di cereali sempre più ricchi di glutine e potenzialmente più tossici ha riacceso l’interesse verso questa pianta. Così, in molte aree del mondo, dal Sudamerica all’Asia, sono nate nuove e moderne coltivazioni di amaranto.
Il significato del nome è emblematico e spiega il rinnovato interesse per questo “pseudocereale”. Il termine Amaranto deriva dalla combinazione di una “A” privativa e di “Marantus”, appassire. Il significato letterale di Amaranto è quindi: pianta che non appassisce. È una pianta rigogliosa e vitale, adatta a una coltivazione sostenibile grazie all’elevata redditività rispetto alle colture tradizionali e all’ottima resistenza a periodi di siccità prolungata. Nei paesi asiatici se ne consumano le foglie, il fusto e persino le radici.

L’amaranto è quindi una pianta ideale per l’alimentazione di bambini, anziani e persone intolleranti al glutine. Dai piccoli semi di amaranto si possono ottenere farine e oli per un nuovo modello di alimentazione adatto a contrastare le moderne intolleranze alimentari. I semi sono talmente piccoli che servono da 1.000 a 2.000 chicchi per ottenere un grammo di prodotto. Il colore varia a seconda della specie: da molto chiaro a bianco latte, giallo oro, fino al bruno e al nero.
Nel 1977 un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Science ha definito l’amaranto come la “coltivazione del futuro”. Insieme alla quinoa, l’amaranto viene spesso inserito nella categoria dei cosiddetti “superfoods”, termine che ne esalta le caratteristiche nutrizionali superiori.
La Natura offre sempre soluzioni affascinanti, sta all’essere umano saperle riconoscere e valorizzare appieno!
Buona Vita !

Heilpraktiker, Medicina Naturale
Esperto in Scienze della Alimentazione
dr. Gerardo Cappiello
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